Contenders: Golden State Warriors

Contenders: Golden State Warriors

Eccoci all’ultima puntata di Contenders, dovevano essere 11 le pretendenti al titolo, ho deliberatamente e arbitrariamente escluso i Los Angeles Clippers da questo elenco, non per facilitarmi il lavoro ma perché mi sembrano una banda di “scappati di casa” e provo quasi compassione per il povero Chris Paul che quotidianamente deve sudare le proverbiali 7 camicie dietro a questi qui.
Per l’ultima puntata ci siamo tenuti il piatto forte, la ciliegina sulla torta, forse la vera favorita pur in questo panorama incerto come mai negli ultimi anni, i Golden State Warriors.
Questa franchigia attraverso un progetto mirato è riuscita sotto la guida di Steve Kerr ad arrivare dove voleva, a portare entusiasmo e fibrillazione a livelli massimi alla Oracle Arena, grazie alle giocate e alla definitiva consacrazione di Curry e Thompson nell’olimpo della Lega.
Vediamo alla luce di ciò, cosa ne sarà di loro, da qui a fine Giugno.


 

Perché NO

– Hanno tutte le carte in regola per farcela, per arrivare fino in fondo, di certo sono una squadra giovane e pimpante e la poca esperienza potrebbe rappresentare un problema.
Ma sembra un patetico tentativo di trovare qualche lacune dove forse non ce ne sono.

-La Western Conference è un oceano di incertezze e qui sì, i pericoli sono dietro l’angolo.
La scorsa sconfitta contro gli Spurs ha messo a nudo alcune incertezze mascherate dalla stupenda cavalcata fatta sin qui.
Ci sono tra le 8 squadre ad Ovest potenziali incognite in ogni turno. Sarà comunque durissima.

– Non sembrano esserci particolari problematiche legate al roster. Hanno abbondanza ovunque.
I problemi sorgeranno se saranno costretti a tenere Bogut in campo nei minuti finali delle partite.
Spesso Kerr gioca con 4/5 esterni ma gli accoppiamenti difensivi già nel probabile primo turno con OKC potrebbero portare qualche grattacapo (Kanter, McGary, Adams, Ibaka).

– Il punto di forza degli Warriors ha un nome ed un cognome. Stephen Curry.
Ha 26 anni e probabilmente sarà l’MVP di questa Regular season. E’ però ai primi playoff con aspettative concrete e molto alte, reggerà l’urto?


 

Perché Sì

– Perché sostanzialmente sono la migliore squadra della Lega, hanno una solidità invidiabile ed un record casalingo irreale (35-2). Partono con i favori del pronostico ed intendono rispettarlo.

– Hanno il probabile MVP della Lega ed assieme a Klay Thompson ha formato la coppia di guardie più affascinante e forte della Nba. Gli Splash Brothers non hanno eguali e se continuano nella post season a dominare come han fatto in questi mesi, son ca**i amari per tutti.

– La ragione principale per cui li vedo veramente testa e spalle sopra tutti si chiama Harrison Barnes, si chiama Draymond Green ed anche Andre Iguodala.
Questi 3 giocatori sembrano fatti su misura per il sistema di Kerr e per giocare al fianco degli Splash Brothers. Difensivamente affidabilissimi, offensivamente duttilissimi. Possono rappresentare l’asso nella manica degli Warriors.

– Il frontcourt presenta qualche lacuna è vero, Bogut pur essendo uno dei migliori lunghi passatori della Nba è spesso infortunato e dal rendimento altalenante. Lo stesso dicasi per David Lee, finito ai margini del progetto.
Se dovesse servire il loro apporto però diciamo che esiste di peggio nella Lega in uscita dalla panchina, quindi anche sotto canestro l’abbondanza non manca.

– 63 Vittorie che verosimilmente aumenteranno nelle restanti gare. Un entusiasmo che tra Oakland e San Francisco non si vedeva da tempo, la carica del pubblico potrà essere un valore aggiunto molto importante.

Sono sinceramente molto curioso di vedere se reggeranno la pressione, se risponderanno positivamente alle grandi, grandissime aspettative che gravano sulle loro teste.
Stephen Curry è ormai un giocatore difficile da descrivere, sono terminati gli aggettivi e a parte qualche ragionevole dubbio legato alla sua scarsa esperienza nei playoff, pare pronto a marchiare con il fuoco questo finale di stagione.
Steve Kerr ha preso le redini, ereditando il comunque ottimo lavoro di Mark Jackson, è sembra abbia le caratteristiche perfette per reggere la pressione amministrando l’ottimo materiale a disposizioni.
La possibilità che qualcosa vada storto, che franchigie e giocatori più navigati trovino le giuste misure per batterli non è impossibile, ma di certo è difficile e c’è sempre da vincere alla Oracle.
Assolutamente più sì che no, anzi ad oggi sono la candidata di diritto, perché hanno dominato la Western Conference, perché giocano il miglior basket della Lega e perché hanno un roster profondissimo.
Il futuro non dipende solo da loro ovviamente, ma la maggior parte del loro destino è nelle loro mani e questo resta comunque un gran vantaggio.
Passo e chiudo.0119018001422588994_filepicker



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