Elogio dell’errore

Elogio dell’errore

Raramente mi cimento in prove di stile su carta o su foglio digitale che sia, ma talvolta alcune notizie riescono ad accendere fuochi anche in mezzo a oceani di riluttanza alla scrittura, come nel mio caso.
Si, perché se si parla dello sportivo che più di tutti ha influenzato la mia concezione di etica del lavoro,attitudine al sacrificio e perseveranza da quando ho compiuto 10 anni, la penna inizia a vergare il foglio da sé, che manco in un film di Harry Potter…
La notizia è la seguente:
Bryant sbaglia 13.418 tiri, record della NBA
Mi domando: è un record negativo? Si.
Mr. Bryant (di cui già avete letto in precedenza nell’articolo del Sandrone nazionale, e se non l’avete fatto, mollate tutto e correte http://illatob.it/storia-di-un-ossessivo-kobe-bean-bryant/) divide: o lo ami o tendi, se non a odiarlo, quantomeno a contestarlo.
Egoismo.
E’ il primo peccato capitale del figlio di Philadelpia. Secondo i suoi detrattori Kobe è un ball-hog, termine che indica un giocatore che gestisce la palla o tira a discapito dei propri compagni, spesso lasciandoli non coinvolti e frustrati.
Tutti odiano i ball hog.
Ma allo stesso tempo tutti amano gli scorer, cioè chi fa tanti punti.
La linea di confine è più sottile della tela di un ragno,ma è altresì palese la contraddizione, poiché è quantomeno utopistico pensare di poter segnare tanto, spesso,con continuità, magari 30 -40 punti ma tirando 10 -12 volte. A maggior ragione se sei un giocatore che fa della fase offensiva un’ arma totale sapendo fare praticamente tutto, e non essendo solo un tiratore da tre punti, per esempio.
Ma per non scadere in noiose e fuorvianti questioni tecniche, chiamo in causa uno sportivo, e non uno qualunque: Wayne Gretzky (immortale dell’hockey che, mi dicono dalla regia, deve aver fatto bene sul ghiaccio dell’Nhl portando a casa argenteria in quantità durante la sua carriera. n.d.r.) un giorno disse: “sbagli il 100% dei tiri che non ti prendi”.
Grazie al cazzo, direte voi.
Si, ma indossate per un attimo le vostre tuniche da filosofi intellettual-sentimentali (dai le avete, lo so…). E’ una verità. Innegabile.
Prendere un tiro,in ogni sport, è l’equivalente di prendersi una responsabilità. La palla è tra le vostre mani, ve la siete conquistata o ve l’ha ceduta un vostro compagno di squadra , ma ora è vostra, e ne avete l’onere.
Il vostro fine ultimo è creare una situazione che porti voi, la squadra, lo staff,i tifosi e tutti quelli che lottano per i vostri colori a segnare dei punti che vi avvicinino al bene supremo: la vittoria. Un mezzo che potete scegliere per raggiungere tale scopo è il tiro.

Basket-Kobe-Missed-Shots-3

Ora una domanda per noi comuni mortali, che praticano il basket ma in contesti magari un pelino diversi da quelli dove lo pratica Kobe (a partire dal contratto da 23,5 mln di dollars…):
Avete mai preso un tiro “forzato” in vita vostra? Dovendone dare un’interpretazione è un po’ come voler inconsciamente gridare un pensiero al resto dei presenti; un’affermazione che potrebbe essere: “tiro comunque io, magari anche se ho un compagno smarcato, perché son talmente convinto dei miei mezzi,che lo segnerò”. Vi sono su Youtube centinaia di video di Kobe che forza tiri con 2-3 uomini addosso. A volte segna, altre sbaglia clamorosamente. Una buona fetta dei tiri forzati da Kobe, rientra nel totale dei missed shots sopracitati dalla fonte della notizia.
E un tiro per vincere una partita,quello decisivo,all’ultimo secondo, lo avete mai preso? Dopo 40 minuti di botte,sudore,nervi tesi e con il difensore che schiuma di rabbia per evitare di subire quel solo punto in più che potrebbe condannare la sua squadra invece della vostra.
Bryant ne ha presi 57 fino ad oggi, guidando la classifica dei giocatori in attività.
Ne ha sbagliati 42. Quarantadue. Segnandone solo 15.
In un mondo come la Nba, dove gli interessi economici legati a vittorie/sconfitte sono amplificati all’ennesima potenza, è una responsabilità non indifferente.
Kobe vuole sempre quel tiro. E’ una rarità veder prendere il tiro della vittoria a un altro giocatore se in campo c’è il Mamba. Non accade praticamente mai.
Crede di poterli segnare tutti, lo leggete nel suo sguardo. Che l’esito finale sia positivo o negativo, mentre tira il Mamba crede fermamente nei suoi mezzi.
Questo spesso, ci dicono i numeri,non basta; specie se tutta la squadra avversaria sa già che sarà lui a prendersi quel tiro.
Ora ditemi: avete mai “forzato un tiro” fuori dal campo da basket/calcio/tiro al piccione…? Voglio dire, nella vita.
Vi siete mai caricati sulle spalle una responsabilità,un rischio, il cui esito potesse ripercuotersi su altri esseri umani? Potesse dare loro un sorriso o scatenare un pianto, infondere felicità o creare ira?
Ci vogliono huevos. Attributi. Le belinelliane “big balls”. Insomma le palle.
Il tiri sbagliati da Kobe Bryant sono il simbolo delle piccole lezioni quotidiane che tutti noi riceviamo. Già, perché personalmente appartengo alla parrocchia dove si crede nel motto always a lesson, never a failure.
GUTS OVER FEAR.
E’ innegabile, e testimoniato da tutti gli addetti ai lavori, che in ogni momento della propria storia di atleta, Kobe abbia avuto l’unico obiettivo di essere il migliore. Non uno dei migliori, ma il più grande.
Un giocatore che, citofonare “Belinelli” per conferma, ti sveglia nel cuore della notte durante un suo soggiorno in Italia, per chiederti se alle 3 di mattina può avere una palestra per allenarsi, si commenta da solo.
Tutti sanno che il suo modello, per certi versi inarrivabile, è Michael Jordan, che sta al basket come Dio alla religione.
Proprio MJ ha affermato: “Ho sbagliato più di 9000 tiri nella mia carriera. Ho perso quasi 300 partite. 26 volte, mi hanno dato la fiducia per fare il tiro vincente all’ultimo secondo e ho sbagliato. Ho fallito più e più e più volte nella mia vita. È per questo che ho avuto successo.”
Per poter ottenere grandi risultati, spesso è necessario dover tentare, e tentare ancora, e il fallimento temporaneo è parte integrante del percorso stesso.
Errare humanum est…
Lo sbaglio è insito nella natura umana. Fa parte del processo evolutivo.
Kobe si è preso, ad oggi , 29.041 responsabilità al tiro in un campo da basket.
Ha fallito 13.418 volte, ha avuto successo 15.623 volte.
Numeri. Prendeteli, fatene quel che vi pare.
Io preferisco parlare d’altro.
Si, perchè qui non si parla di errare humanum est, perseverare autem diabolicum. Kobe non continua a commettere lo stesso errore, perché ogni sera è un tiro diverso quello preso in questione e, state comunque sicuri che, a riflettori spenti, Kobe il giorno dopo o la sera stessa, riproverà dieci, cento volte quello specifico tiro che non è entrato. Perché è un perfezionista. Anche se ha già vinto tantissimo, guadagna milioni di dollari, è un’icona globale e sa di essere sul viale del tramonto. Ma solo chi sbaglia tanto può,un giorno, considerarsi migliore di ieri.
A 36 anni suonati Kobe è descritto ancora come il primo giocatore a entrare in palestra e l’ultimo a uscire, che si tratti di una seduta tecnica, fisica, video, tattica…lui è sempre pronto a cimentarsi con sé stesso per migliorare.
Rileggo la notizia: Bryant sbaglia 13418 tiri, record della NBA
E’ un record così negativo aver sbagliato più tiri di chiunque altro, vincendo 5 titoli Nba e diventando una leggenda e un modello per migliaia di giovani sportivi? Non ne son più così sicuro.
Quando domattina vi sveglierete, e andrete in università per studiare per quell’esame che avete fallito la scorsa sessione, oppure quando al lavoro proverete la sensazione di non riuscire a ottenere quanto sperate, fatevi venire in mente questo numero: 13,418 errori. Tanti ce ne sono voluti a Kobe Bean Bryant per diventare un modello e una leggenda vivente nello sport. Perché certamente da ognuno di questi il numero 24 ha tratto ispirazione,forza e motivazione per continuare a migliorare. Per 19 anni di carriera.
Ora potete scegliere: passate o lo prendete voi il tiro?
Think about it. Keep on shooting. #mambamentality

Continua a tirare Mamba, la strada è ancora lunga.
-Brigu

Francesco Briguglio

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4 commenti

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  1. Diego Crescini
    Diego Crescini 19 novembre, 2014, 15:16

    Lorenzo Zanini… Nessuno parla della statistica assist ad esempio… è il primo in quella classifica di quelli che hanno superato i 30000 punti… poi negli ultimi anni lo capisco se non passa la palla ai suoi compagni…ogni volta non sa come va a finire…

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  2. Emanuele Catania
    Emanuele Catania 19 novembre, 2014, 16:09

    In effetti Diego… Se non tira lui…

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  3. Eldin Sina
    Eldin Sina 19 novembre, 2014, 18:02

    E un autentico mostro dentro e fuori il campo mi chiedo solo una cosa…come si fa a non amarlo?

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  4. Federico Casciano
    Federico Casciano 19 novembre, 2014, 23:57

    Se
    Nn si ama nn si capisce cosa
    Voglia dire palleggiare
    Con una palla
    Arancione sul parquet! Kobe❤️8 the black mamba

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