Francesca Marchese: “La mia vita da addetta stampa all’Impavida Sieco Service Ortona”

by Francesca Di GIuseppe | 30 novembre 2015 18:12

Impavida Sieco Volley Ortona: la pallavolo orgoglio d’Abruzzo. Una storia che inizia nel 1968 come squadra di oratorio, guidata da padre Camillo D’Orsogna, e arriva in Serie A2. Come vi raccontiamo la storia del club? Attraverso una voce che, solitamente, viene da fuori campo: Francesca Marchese, addetta stampa.

Chi è Francesca Marchese?

“Francesca Marchese è una ragazza come tante altre.Fatta di tanti difetti ma in fin dei conti chi non ne ha! Sono impulsiva sia nella vita privata che in quella lavorativa e questo mi porta ad essere sempre molto attaccata alle persone che ho accanto.Sono gelosa e sempre molto precisa (diciamo troppo fiscale!)”.

Come sei arrivata all’Impavida Sieco Service Ortona?

“Ci sono arrivata per caso. Collaboravo con un quindicinale locale e la società ha deciso di contattarmi. Conoscevo già la squadra, visto che uno dei giocatori è tutt’ora mio compagno di vita. Devo dire che ripensandoci è stata una grande fortuna. Faccio quello che mi piace, scrivo e vivo di mille emozioni, seguo la squadra ovunque e devo ringraziare la società per aver creduto in me. Sono cresciuta con loro professionalmente e personalmente e spero di migliorare ancora perchè amo il mio lavoro. Ogni stagione è una occasione in più per mettermi alla prova. Cerco di far conoscere a tutti la realtà della grande famiglia Impavida, fatta di persone che amano la pallavolo e lavorano ogni giorno a questo progetto”.

Raccontaci la pallavolo dal punto di vista del tuo lavoro.

“Da addetta stampa, come del resto da appassionata di sport, è bellissimo vivere al fianco della squadra. Gioie e dolori, sorrisi e lacrime; raccontare le avventure di uomini che lavorano e vivono di passione. A volte non nego di essere troppo attaccata alla mia squadra, ma grazie al lavoro riesco a conoscere i giocatori e lo staff anche sotto l’aspetto umano. Arrivi a capire i volti, a dare il giusto peso alle parole e ad essere per loro una persona importante. Ovviamente bisogna sempre avere un occhio critico della gara e della situazione ma in fondo anche noi facciamo parte del gruppo, siamo tasselli di un grande sogno, e cerchiamo di raccontare al meglio lo spettacolo del volley. La cosa bella è il rispetto di tutta la società (giocatori, staff e dirigenti) verso la mia figura e questo non è un elemento da sottovalutare”.

Interviste-Francesca-Marchese-Icon

Un aggettivo per la tua professione?

“Direi: emozionante”.

Sei una sportiva? Se sì, hai mai sognato di diventare un’atleta professionista?

“Si sono sportiva,seguo tutti gli sport e penso ne valga la pena quando lo sport si fa portatore di valori. Tutti sognano di diventare grandi atleti, ma per quanto mi riguarda non credo di avere il carattere giusto”.

Se non lavorassi nello sport, ora saresti….

“Bella domanda. Sin da piccola avevo una passione per la scrittura e sognavo un giorno di diventare professoressa. Forse in parte quella bambina aveva ragione! Scrivo di sport e lo faccio con tutto l’entusiasmo possibile”.

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