Italians (finalmente) do it better, l’Odissea di Graziano Pellè…

Italians (finalmente) do it better, l’Odissea di Graziano Pellè…

“Graziano Pellè (San Cesario di Lecce, 15 luglio 1985) è un calciatore italiano, attaccante del Southampton e della Nazionale italiana.” Queste ultime quattro parole ci hanno messo tanto, forse troppo ad aggiungersi alla presentazione della voce di questo ragazzo sulla più famosa enciclopedia del web. Questa è la storia che assomiglia ad una favola, la vittoria di un ragazzo umile, che per emergere ha dovuto fare la gavetta all’estero, l’emblema insomma dell’emigrante modello. Tutto comincia nelle giovanili del Lecce, nelle annate tra il 2002 e il 2004 la Primavera Salentina vince qualsiasi cosa, 2 Campionati, una Coppa Italia e una Supercoppa. Trionfi a cui contribuisce attivamente con molte reti. Poi, come spesso capita ai giovani Italiani, tanta gavetta. Dopo Catania, Lecce e Crotone dove Graziano segna, ma poco, sono le 10 reti nel campionato cadetto con il Cesena che lo fanno notare agli addetti ai lavori. Gioca molto bene il mondiale under 20 nel 2005 in Olanda, con gli Azzurrini più grandi invece, quelli dell’under 21 l’Europeo di categoria sempre nei Paesi Bassi, nel 2007. In questa occasione Graziano non lascia traccia nel tabellino dei marcatori (se non un penalty trasformato con un cucchiaio contro il Portogallo in una partita vinta ai rigori) ma l’Olanda è destinata ad essere la sua terra promessa, e ben presto lo scoprirà. Se associ Olanda e Calcio non puoi prescindere dal parlare di Louis van Gaal, vero e proprio santone Pallonaro made in Nederland. Questo signore, non proprio Oronzo Canà, lo nota all’europeo e lo porta alla sua corte, all’AZ di Alkmaar. Il nostro attaccante passa da giocare sui campi della nostra serie B a trovarsi rivale dei lancieri dell’Ajax all’Amsterdam Arena. Graziano non è ancora pronto, vince, segna qualche golletto, non molti però. Rimane qui quattro stagioni, nell’ultima è vittima anche di un virus che lo tiene fuori per qualche settimana e gli fa perdere cinque kg, capisce che è ora di cambiare aria, tornare in Italia, l’esperimento forse è fallito. Parma-Samp e ancora Parma. Meglio a Genova, ma il ragazzo di San Cesario non convince ancora. Per usare una metafora fiabesca al contrario, il cigno è tornato ad essere il brutto anatroccolo. E allora Graziano torna di chi l’ha fortemente voluto, torna in Olanda, la sua terra promessa, là dove un tempo si era espresso ai suoi massimi livelli con la maglia azzurra, casacca di una Nazionale che vorrebbe riconquistare ma che ora sembra lontana come la sua città Natale da Rotterdam, dove si trasferisce al Feyenoord. Qualcosa è cambiato. La voglia e la passione di questo ragazzo Italiano finalmente emergono e quello che la prima esperienza in Olanda aveva definito come un puledro che non sapeva reggersi ancora sulle proprie gambe diventa “the Italian Stallion”, lo stallone Italiano per acclamazione dei tifosi. Cinquantacinque reti in 66 presenze in due stagioni. Numeri quasi da CR7.

È ovvio, voi direte, giocava nel campionato degli ovetti kinder. Si fa presto a parlare seduti dalla poltrona di casa però. Ma è proprio la qualità inferiore del campionato a non convincere i Ct della Nazionale, che però non lo prendono proprio in considerazione, nemmeno come quinto attaccante. Troppo impegnati a seguire i continui gossip su Super-Mario. Le reti in maglia biancorossa gli sono valse la Premier. Il suo mentore a Rotterdam, Rambo Koeman (un altro che di calcio un pochino se ne intende) lo porta al Southampton, proseguendo una strada che, usando una metafora ciclistica, dopo tante salite, forse ha trovato il primo gran premio della montagna. Quattro goal in sette partite, Graziano segna anche qui, ora anche i critici iniziano ad accorgersi di lui, e il suo goal in rovesciata è di rara bellezza. “Italian goal machine” diventa il suo soprannome, i tifosi, come a Rotterdam, lo amano. Perchè “Italians do it better” e lui ne sta confermando il significato.

Forse il brutto anatroccolo è finalmente ritornato ad essere un cigno, lontano da casa, dal suo stagno, ed è giunta anche l’ora di metterlo in mostra. Il 4 ottobre 2014 Antonio Conte lo convoca in Nazionale. Dopo tante salite e tanta fatica forse iniziamo a intravedere la vetta, lontano da casa, aspettando un ritorno trionfante. Dopo la convocazione, il debutto, il goal, la riconferma… I goal continuano arrivare anche in Premier league, il ragazzo non ha intenzione di fermarsi. Il canto del cigno di San Cesario è ancora lontano, e allora continua a correre, Italian Stallion.

Guido Previtali



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