Lebron-Addicted.

Lebron-Addicted.

Sono finalmente soddisfatto.

Saranno quasi dieci anni che seguo Lebron James con un’ossessione spropositata.
Spesso nelle varie discussioni con i detrattori di James non davo credito alle loro critiche, alzavo la voce convinto delle mie ragioni, ma dentro di me sapevo che ancora qualcosa mancava, non sapevo dire cosa, ma qualcosa mancava.

Le sue abilità atletiche e tecniche in campo mi abbagliavano a tal punto da mascherare quelle lacune mentali che erano lì sotto gli occhi di tutti anche per il più distratto degli osservatori.
Mi sembrava assurdo che la gente non riconoscesse il valore assoluto di un atleta sovrumano in grado di ricoprire 5 ruoli sul parquet.

Mi sembrava eresia non riconoscere un extraterrestre di 2.05 per 115 kg in grado di correre il campo come un centometrista, con lampi da passatore alla Magic, giocate Jordanesche, il tutto in un fisico non troppo distante dal miglior Karl Malone.

Mi sembrava incredibile eppure la sensazione che qualcosa mancasse la provavo, ahimè, pure io.

C’è stata la tanto vituperata “The Decision”, non proprio la migliore operazione simpatia che potesse fare ma di certo lo step necessario per poter competere ad un gradino più alto.

Da quel giorno siamo alla quinta finale Nba consecutiva, si è vinto, si è perso ma mi son reso conto che nemmeno quello era ciò che mancava.
La sconfitta con Dallas ad oggi è l’unica sconfitta da cerchiare in rosso, l’unica in cui “poteva farlo e non l’ha fatto”.
Non si trattava nemmeno di dover vincere Anelli, perché quelli sono arrivati in back to back (2012,2013).
Si trattava di completare l’ultimo gradino, di arrivare alla definitiva maturazione.

Sono soddisfatto perché in queste Finals questo ultimo passo l’ha compiuto ed ora non mi resta che sedermi rilassato e godermi lo spettacolo.
La mia insoddisfazione andava a braccetto con il timore che non raggiungesse questo stato di dominio mentale del gioco, questo stato che avrà coinvolto sì e no 2 o 3 giocatori nella storia della pallacanestro.

Sono soddisfatto perché la sua leadership ed il suo carisma stanno permettendo a dei ragazzi di competere a livelli a cui ragionevolmente non era lecito aspirassero.

Sono soddisfatto perché dopo queste Finals, comunque esse vadano a finire, non mi porterò dietro rimpianti nè incertezze e questo egoisticamente era tutto ciò che chiedevo.
Grazie.

Passo e chiudo.



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2 commenti

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  1. Michele Troncatti
    Michele Troncatti 15 giugno, 2015, 17:05

    Dassa sei un partigiano maledetto!

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