MORTACCI TUA VITA MIA….

by Silvia Raccagni | 20 ottobre 2014 15:10

Mi sono imbattuta in questo articolo condiviso su Facebook da un amico, mi son sentita come quando passano le unghie sulla lavagna, scritto da una cestista donna che ringrazio pubblicamente per avermi dato la possibilità di dire delle cose che a quanto pare son poco chiare sul volley.
“MORS TUA VITA MEA
15 Ottobre 2014

Sabato sera, tornando dal massacro di Torino in pullman, abbiamo saputo della sconfitta del volley femminile nella semifinale dei Mondiali contro la Cina. Alcuni dei miei dirigenti hanno esultato per questo risultato; io sono stata zitta, un po’ scombussolata, e ci ho pensato per 4 giorni.
Ora gioisco anche io per la sconfitta delle pallavoliste, e gioisco doppiamente per la seconda tegola contro il Brasile che le ha escluse dal podio. Non si tratta di poca solidarietà femminile, chi mi conosce sa benissimo che sono una buona a cui non sta sul culo mai nessuno, ma qui si tratta veramente di “mors tua vita mea”, e ahimè chi sta morendo siamo noi: la pallacanestro femminile. Ogni ulteriore vittoria del volley significa più spettatori in televisione, più articoli sui giornali, più appassionati sulle tribune, più bambine iscritte… Che tradotto in “cestisticense” equivale a meno visibilità, meno spettatori, meno bambine iscritte, meno possibilità di sfornare campionesse, meno chances di ottenere successi per la Nazionale. E non dimentichiamo una cosa fondamentale: meno sponsor! Insomma, è un cane che si morde la coda!
Ma insomma cos’ha questo volley più di noi? Ok, giocano con mini divise attillate (presidenti sveglia, rendete anche noi un pelo più appetibili per il triste target maschile che ancora guarda solo questo!) giocano truccate (ma quindi vuol dire che non sudano, perché altrimenti sarebbe impossibile), sono più femminili (ma chi l’ha detto che uno sport con il contatto fisico è meno femminile?). Io non mi sento meno femminile perché subisco falli dal mio difensore o perché faccio un tagliafuori a rimbalzo, né tantomeno perché vesto dei pantaloni da rapper per giocare (che non mi piacciono, ma su questo ritornerò un’altra volta!). La femminilità è un’altra cosa, che non ha a che fare con il modo di vestire o le unghie corte. Io mi sento molto femminile anche se gioco a pallacanestro!
Anche la credenza che le pallavoliste siano delle fighe da paura e le giocatrici di basket dei grossi sacchi di patate va sfatata. Può capitare, certo, che ci sia qualche giocatrice un po’ più “grossa”, magari un pivot, ma mediamente tutte le atlete (soprattutto nelle categorie superiori) hanno dei fisici pazzeschi e potrebbero davvero essere delle fotomodelle (mi vengono in mente la già nominata Viola Valentina Vignali e Patrizia De Gianni, che già sono anche modelle, le straniere Olga Maznichenko e Kata Honti… Ma ce ne sono tantissime altre!). Non tutte le pallavoliste sono come la Piccinini, già una non esattamente esile come Valentina Diouf (la migliore ai mondiali), è un’altra cosa. Perché è facile essere fighe e sempre pettinate quando bisogna solo saltare e aspettare il pallone con il culo in posizione fotografica, quando devi anche scivolare in difesa, passare sui blocchi, correre in contropiede, palleggiare e passare proteggendo il pallone, tirare senza farti stoppare, saltare a rimbalzo, tutto è più complicato… Anche essere aggraziate. Per fortuna altrove in Europa e negli USA la pensano come me, tant’è che i palazzetti WNBA e gli stadi di calcio femminile (per citare un altro sport che in Italia viene considerato poco femminile) sono straripanti.
Ve lo dico io quali sono le due cose che veramente ci differenziano dalle cugine pallavoliste: il loro ufficio marketing che sa trasformarle in veri personaggi, e la rete più bassa!
Bingo: la rete più bassa! Eh sì… Anche nel salto ad ostacoli le donne hanno gli ostacoli più bassi degli uomini. Solo nel nostro sport non è previsto alcun tipo di adeguamento alle nostre capacità fisiche ovviamente inferiori (la palla più leggera è una cazzata che non menziono neppure). Addirittura ci hanno complicato la vita allontanando la linea da tre, perché per gli uomini era troppo vicina! Loro, gli uomini, non hanno bisogno di saper tirare in sottomano di destro e sinistro, non hanno bisogno di una meccanica di tiro perfetta, di saper fare il semigancio o l’arcobaleno. Loro tirano da 9 metri e schiacciano! Ma se potessimo farlo anche noi non sarebbe forse più spettacolare? Quantomeno con i canestri più bassi sarebbe più facile metterla dentro e i punteggi si alzerebbero di pari passo alla spettacolarità delle partite.
Non molliamo ragazze, teniamo duro, convinciamo le bambine a giocare a basket, perché questo è davvero lo sport più bello del mondo… Anche in versione femminile!”
Partiamo dal presupposto che lo sport è la mia vita perché sono laureata in Scienze Motorie, gioco a pallavolo da 20 anni e lavoro in ambito sportivo, dimenticavo, scrivo di sport per passione! Li amo tutti… calcio compreso, basket, rugby, ginnastica artistica, nuoto… TUTTI!!Lo sport è una delle cose più belle che esistano in questo mondo malato.
Passando a noi, stavo cazzeggiando allegramente su Facebook e mi trovo a leggere questo articolo e rimango amaramente stupita di come una sportiva possa parlare di due discipline in modo così superficiale, ma risponderò per punti al suo articolo.
“Esultare per la sconfitta dell’Italvolley in semifinale e godere doppiamente per aver perso una medaglia contro il Brasile”. Ok, sto calma. Le tematiche che si aprono dopo una dichiarazione di questo tipo sono innumerevoli, cercando di non divagare dico: “non è sminuendo gli altri che il tuo diventa migliore”. Viviamo in un modo dove ci son continue guerre grandi e piccole, ognuno le fa per dominare sugli altri a discapito di chi vuol vivere una vita serena e in pace con tutti. E’ questo che vogliamo insegnare anche nelle nostre palestre? O forse sarebbe meglio insegnare il rispetto, applaudire chi da il meglio di sé? Non vogliamo insegnare che c’è spazio per tutti?
“Più successo nel volley femminile, più visibilità, più sponsor e bambine iscritte corrisponde alla morte del basket femminile”

Altro capitolo su cui si potrebbero scrivere dei libri, preferisco fare un commento a queste affermazioni : “Se riduci il tuo sport a così poco, non verrei mai in palestra a giocare a basket”. Forse dobbiamo chiederci perché questa Nazionale ha portato così tante persone ad appassionarsi, te lo spiego brevemente: non erano le favorite, ci son stati infortuni pesanti e un CT che tornava dopo esser stato cacciato eppure han lasciato tutto alle spalle, si son strette tra loro e han fatto uscire dagli schermi e dalle linee del campo l’amore per uno sport.
Non l’hanno fatto per soldi e sponsorizzazioni, le persone si sono appassionate a quello che han saputo dare queste atlete indipendentemente dal fatto che il pallone fosse stato un Mikasa giallo-blu o una palla a spicchi. Poi è vero le mode sugli sport vanno e vengono, ma cara mia anche noi siamo uno sport minore e non navighiamo decisamente nell’oro fidati, ma c’è una cosa che abbiamo noi pallavolisti ci piace “schifosamente tanto” stare tutti insieme. Siamo “malati del nostro mondo” maschile e femminile, facciamo serate insieme, un’infinità tornei estivi tra cui i più grandi d’Europa, vedi Bibione (dove presenziano molti della palla a spicchi) siamo concentrati sulla bellezza del nostro sport e se il basket femminile vincesse i mondiali verrei per prima a stringervi la mano ed esultare.
“Femminilità ed essere fighe” già la parte in cui tratti questo argomento mi sembra una fantastoria.
Il mio primo articolo su questo sito aveva il titolo: “più lato B di così…” ironizzavo proprio su questo stereotipo della pallavolista vista con degli occhi poco tecnici, ma se la pallavolo non ti piace non è un “bel culo” a portarti in palestra, ma forse non ho capito io il filo logico dell’articolo: “Cosa non va nella pallavolo? Che si abbia più successo o che ci siano più “belle donne”?”
“Perché è facile essere fighe e sempre pettinate quando bisogna solo saltare e aspettare il pallone con il culo in posizione fotografica, quando devi anche scivolare in difesa, passare sui blocchi, correre in contropiede, palleggiare e passare proteggendo il pallone, tirare senza farti stoppare, saltare a rimbalzo, tutto è più complicato… Anche essere aggraziate”
Quando ho letto questa parte ho alzato il telefono e chiamato il mio cardiologo, gli ho detto che il mio problema di aritmie stava passando per sempre perché avevo un infarto in corso.
Con un’affermazione di questo tipo dichiari palesemente di non saper NIENTE sul modello prestativo della pallavolo, quindi non dilettarti a far differenze, dovrei scrivere un altro libro per illustrare il numero di salti, di spostamenti, di attacchi e sottolineare le componenti dei meccanismi aerobici e anaerobici che ne fan parte e la loro allenabilità, ah scusami, dimenticavo, quella posizione con il culo “in posa” è un mezzo squat di attesa ma lasciamo stare.
Nel basket si fatica parecchio su questo non posso assolutamente darti torto anzi, credo sia uno tra gli sport di squadra più faticosi, ma ti dirò di più, vai a dirlo a una ginnasta che voi fate fatica ad essere aggraziate carine e truccate o a una che fa nuoto sincronizzato; comunque vendono dei trucchi che non colano son fatti apposta, e per quanto riguarda i capelli dovresti venire ad ascoltare quanto siano poco femminili le pallavoliste mentre si tirano i capelli per farsi una coda che non dia fastidio mentre giochi, roba tipo lifting naturale che ti atrofizza la faccia!!!d’altronde chi bella vuole apparire un poco deve soffrire!! P.s. io mi alleno con i pantaloncini da basket e li adoro… giocherei sempre con quelli!!!
“Ve lo dico io quali sono le due cose che veramente ci differenziano dalle cugine pallavoliste: il loro ufficio marketing che sa trasformarle in veri personaggi, e la rete più bassa!”
L’unica cosa che condivido è che dovreste avere un canestro più basso degli uomini del basket, appurata questa cosa ho richiamato il mio cardiologo dicendogli l’ora esatta del mio arresto cardiaco. La rete è più bassa????? In altri articoli che ho già scritto per il lato B cerco di spiegare chiaramente le qualità atletiche dei pallavolisti e le differenze tra uomini e donne e le velocità a cui “viaggia” la palla. Come ho detto prima credo che tu non conosca in modo dettagliato il volley, dopo un’affermazione di questo tipo perdi credibilità con chiunque ne sappia almeno un pochetto, tra l’altro tutte le pallavoliste dell’Italvolley (liberi e palleggiatori esclusi per caratteristiche di ruolo) schiaccerebbero nel canestro da basket!

volley[1]
Concludo con un pensiero molto personale, non c’è uno sport più bello di un altro, a mio avviso c’è semplicemente la bellezza dello sport e di quello che sa trasmettere e insegnare. Sono la prima a ripetere di continuo che la pallavolo sia lo sport più bello del mondo, si perché è sano e completo ma soprattutto perché è il MIO MONDO, ma adoro leggere gli articoli dei miei colleghi del LATOB quando scrivono con altrettanta passione dei loro sport.
Mi piace a volte stuzzicare e infierire un po’ sul calcio perché è troppo strumentalizzato e diciamolo ognuno di noi vorrebbe guadagnare come un calciatore!
La cosa più straordinaria dello sport è che ti insegna ad esser “sportivo” quindi accettare quando qualcuno sta facendo qualcosa di fantastico e grande e quindi trovarti a tifare e complimentarti con un’Italvolley che ci ha fatti sognare.
Ps. Un consiglio fai innamorare le persone del basket per la sua bellezza non perché cerchi di screditare il volley
Buono sport a tutti

Endnotes:
  1. [Image]: http://illatob.it/wp-content/uploads/2014/10/volley.jpg

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