Siamo tutti C.T. – Il Fantacalcio come malattia nazionale

Siamo tutti C.T.  – Il Fantacalcio come malattia nazionale

 

L’Italia è un Paese fatto da 60 milioni di Commissari Tecnici. Parliamo di calcio, ovviamente.
Non so chi sia stato a dirlo, forse più di uno.

Ed è davvero una verità diffusa, difficilmente negabile. Di calcio parlano e scrivono tutti, tutti sanno tutto e tutti sanno cosa avrebbe dovuto fare l’allenatore di una squadra, qualsiasi squadra sia.Tutti siamo allenatori: a darcene il diritto è aver dato un calcio ad un pallone, vent’anni fa magari, in un parchetto e solo per ributtarla ai ragazzini che stavano giocando in parte alla nostra panchina.

Ma finché se ne parla, chissenefrega. E’ anche divertente sentire e dire cazzate immotivate, a volte, commenti tecnici dalla poltrona tv (il campo da calcio è troppo grande, dalla TV difficilmente vedi bene i movimenti, gli aggiustamenti tattici minimi ma fondamentali.. per assurdo il calcio è uno sport meno televisivo di altri); fin qui, tutto bene.

 

lavagna

 

E venne un giorno il Fantacalcio. In ogni forma, salsa, sito e colore.

Non uno sport. Ovvio. Nemmeno un passatempo. Diciamo una malattia degenerativa sportiva, o sportivamente degenerante. Causa scatenante di polemiche, motivo di rotture di amicizie decennali, dimostrazione esemplare di come i regolamenti possano essere facilmente interpretabili da quasi infiniti punti di vista … e poi dicono che ci mettono tanto a far le Leggi dello Stato (doppia maiuscola, of course).
Non devo certo spiegare cosa sia il Fantacalcio: almeno credo, visto che pare che nessun essere umano residente sul nostro Stivale sia stato immune dal partecipare almeno una volta ad uno di questi Fanta Tornei, che siano quelli a punti organizzati dai (grandi?) giornali o le fantastiche sfide dirette da Lega di Amici.

Cmq diciamo che scegli 11 giocatori e li schieri in moduli che al gioco del calcio esistono (4-3-3, 4-4-2… ecc) , prendi i voti che un giornale attribuisce loro, +3 punti per i gol fatti, togli i subiti e tutto che sia deciso sia un plus o un minus, vedi quanti punti hai fatto e, se sfide a scontro diretto, vedi chi tra te e il tuo amico ha vinto (66 punti, un gol, 71 son 2 e via così).

Spiegato male, lo so, è più facile giocarci che dirlo.

Ma più che spiegarlo è forse il caso di mettere in chiaro alcuni punti fondamentali su questa forma di follia sociale che, pur con onde di maggior entusiasmo e minor partecipazione, non passa mai di moda.

10, sintetici punti, un piccolo bignamino per chi abbia la follia di voler entrare in (o peggio, crearne) una Lega, in un Torneo, in una classifica che ruoti intorno a questo mondo parallelo.

1. Non è necessario sapere di calcio. La parola “fanta” lo dovrebbe far capire subito: ed è qui la regola di base. Non fate formazioni in base a una logica. Le squadre che vincono di più sono, in un campo di calcio vero, qualcosa di sbilanciato, insensato, storto, che perderebbe sicuro con una squadra di serie B islandese appena ben allenata. Conta il singolo giocatore della Rosa, spera che non si infortuni, spera che segni, spera di beccare la sorpresa dell’anno.

2. Affronta un’asta da sobrio, se proprio arriva ciucco sul finale. A decidere che giocatori potrai schierare nella tua formazione, la tua Rosa insomma, si provvede con una fantastica Asta (di solito organizzata all’ultimo tra rinvii e maledizioni) in qualche pub sperduto o nella taverna di qualcuno, soluzione questa molto più a rischio rilanci e offerte insensate causa alcolemia (ah, ciascun partecipante ha gli stessi Fantamilioni da spendere: qui c’è il vero fair play finanziario). Questo baraondoso Mercante in Fiera di scarpini (il cui esito si conoscerà solo dopo 7 mesi) parte di solito alle 21- 21.30 e finisce a tarda notte. C’è chi la vive con una esasperata -eccessiva serietà (Mac davanti, dati statistici di tutti i giocatori degli ultimi 8 anni, equazioni matematiche, algoritmi opinabilissimi: e questo solo per le aste in cui di stagione in stagione si ricomincia da capo. Ne esistono, nelle leghe più consolidate, alcune in cui puoi tenere tot giocatori dell’anno prima con regole assurde e io già ho mal di testa a pensarci) e quello che arriva lanciato non sapendo un cazzo e ti chiede la gazzetta per sapere chi gioca quest’anno in serie A: a fine stagione quest’ultimo sarà presumibilmente davanti in classifica.

3. Stabilisci un regolamento degno di questo nome. Specie se giochi con amici, non contare troppo sulla loro etica sportiva o semplicemente sulla loro lucidità mentale: sono innumerevoli e sempre più insensate di anno in anno le cazzate che si combinano, come lo schierare un giocatore non tuo, comprarne uno nel mercato di riparazione (si, esatto, c’è anche un mercato di riparazione, come se sia possibile sensatamente riparare una squadra che di per sé non ha logica) sbagliando il ruolo o pagandolo con soldi che non hai, schierare un portiere che non hai in Rosa perché i tuoi tre son tutti rotti dicendo: “eh vabbè ma è il portiere”.
Tutti casi, e molti altri, tristemente veri.. prova a prevederne il più possibile, metti pene e sanzioni chiare, che farlo in corso d’opera risulta impossibile e si cede alla fine sempre nel buonismo (ma tu sai che i tuoi amici non son fondamentalmente dei buoni, e ti rode il fegato fino al girone di ritorno). Senza arrivare a dei regolamenti che trovi online che li leggi tre volte e chiami un costituzionalista per farteli tradurre.

4. Accetta le penalizzazioni. Pare ovvio, ma la ricerca del cavillo, a fronte di un punto 3 non ben delineato, crea in ognuno la voglia di sfangarsela in modo illecito. Non cadere in tentazione

5. W il Fair Play, aka gioca con gente simpatica. Arriva il giorno che, su circa 25 giocatori che hai e ne puoi usare 11, lasci in panchina o in tribuna (come se li mettessi davvero in tribuna, pensa te) quello che ti fa 4 gol. Succede. Come succede che, oltre i normali sfottò, uno degli altri arrivi poi serissimo a dirti: “Ma come cazzo fai a non metterlo”. Poco importa se è del Sassuolo e giocava contro il Milan. La frase clou arriva poco dopo, immancabile: “Io l’avrei messo”. Quattro parole, autoritarie: da quel punto, se ve lo sta dicendo di persona partono insulti e le amicizie finiscono, se è tutto via telefono le amicizie finiscono lo stesso e in più la batteria del cellulare va a terra sotto grandinate di colpi di whatzupp.

6. La sorte è la sorte. Tutti gli altri fanno schifo in quella giornata, se siete in otto nella Lega tre sfide finiscono 0 a 0, tu fai 71,5 e hai due gol, perdi contro l’unico che gli ha segnato anche sua sorella, il portiere gli ha parato tre rigori, gli è entrato un panchinaro che ha preso 9 in pagella. Accettalo, è la vita: ho visto gente in crisi fino al mercoledì sera, filosofeggiando sui massimi sistemi, il senso dell’esistenza, la teoria del caso e il Fantacalcio.

7 Non pensare che le pagelle che danno i giornalisti abbiano un senso. Nota personale, specie quelli della Gazzetta. A parte la voglia di ironia che mettono certi giornalisti nei voti dei giocatori, sfiorando spesso involontariamente l’offesa o il ridicolo, i voti risentono nell’ordine di: cosa han mangiato a pranzo, come è andata con la fidanzata la sera prima, il clima caldo o freddo, le loro ipotetiche aspettative su un giocatore, la voglia di sembrare competenti stroncando tutti e tutto, la venerazione per il campione, amicizie e affini. Quindi, calcola i punti il martedì, ma non leggerle le pagelle, specie se hai visto la partita.
(ps: io le pagelle le ho fatte, per dei giornali, su partite di categorie varie. La mia regola: se non son professionisti, dalla D in giù diciamo, io di base come voto minimo davo un 5,5, di meno solo se uno si faceva espellere per manifeste idiozie. Perché dovrei fare lo stronzo? A maggior ragione in partite di Seconda e Terza Categoria dove c’è il ragazzo che si fa tutta la settimana il turno in fonderia, la domenica gioca male: e io lo sbeffeggio su un giornale? Ma questa è un’altra storia scusate)

8. Non bullarti   per quel centrocampista che hai preso pagandolo niente che ti ha segnato 6 gol ed è la sorpresa della stagione, e non dire che sono anni che lo seguivi nel campionato belga: ammetti la clamorosa botta di culo. Punto.

9. Metti sempre la formazione, tutti i turni. Non per una questione di risultati, ma per rispetto del gioco.. e questo per assurdo alla fine diventa uno stress, tra turni infrasettimanali di campionato e la tua vita reale.

10. DOPO AVER LETTO TUTTO QUESTO SUL FANTACALCIO, PENSACI BENE PRIMA DI ENTRARE NEL TUNNEL. A meno che tu non voglia dimostrare di saper vincere a questo gioco senza sapere di calcio.




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